Di sola Andata

Patrizia Capizzi

 

Da qui è iniziato il Viaggio. Dalle pagine bianche di un quaderno con la copertina rossa. Un percorso sospinto dalla musica, segnato da incontri e separazioni, alla scoperta di me, a quel punto del cammino.

L’entusiasmo della partenza si mescola al sapore della Saudade, nel ricordo di luoghi e di persone molto amate. Sopra tutto, racconta il desiderio di una nuova vita, la pazienza dell’attesa, lo slancio di una partita ancora aperta, la meraviglia della scoperta.

“Di Sola Andata”, prima traversata in solitaria nel corso di un costante cammino di ricerca umana e artistica, raccoglie le istantanee di un viaggio a senso unico.

 

Nato sulle corde della mia chitarra, consiste di otto brani inediti, sapientemente arrangiati dal compositore e pianista Aldo Giordano e registrati presso presso REC-STUDIO.

Produzione 802Records

I testi, in italiano, siciliano e portoghese, e le musiche sono di Patrizia Capizzi, eccetto “Un Filo Fragile” (musica T. Canto) e “Meu Jogo” (musica di A. Giordano).

 

Hanno preso parte alla realizzazione del disco:

Gabriele Mirabassi (clarinetto) in “Meu Jogo”, Tony Canto (voci e chitarre) in “Un Filo Fragile”, Sal Cacciatore (tromba), Fabio Sanfilippo (chitarra) Franco Siracusa (contrabbasso/basso el.) in “Vuoti a Perdere” e “Asas Abertas”, Peppe Sferrazza (sax soprano) e Salvo Montante (batteria) in “Distanze” e “Asas Abertas”, Massimiliano Amico (contrabbasso), Michele Territo (batteria), Aldo Giordano (pianoforte, fisarmonica), Patrizia Capizzi (voce, chitarra, percussioni).

Culmine effettivo di una creatività fuori dal comune, Manzamà si avvale dell’apporto di altri artisti e compositori, tra i quali Aldo Giordano, Marco Betta, German Diaz, Ferruccio Spinetti, Arnaldo Vacca, Mario Arcari e Giovanni Sollima e, nel ricco libretto, dei dipinti di Beppe Stasi a corredo di canti che trasudano di esperienze vissute in prima persona, nel corso di una carriera decisamente fuori dal comune.

Cronaca oggi

Un viaggio senza meta nel fertile bacino del Mediterraneo, tra ritmiche soffici e sospese, melodie dai richiami arabi, dolci nenie e loop ammalianti, a raccontare soprattutto le inquietudini dell’esistenza, il malessere per un vivere spostato, la magia dei sogni perduti e recuperati

Alberto Marchetti, Vinile

I fratelli Mancuso rappresentano oggi quell’indispensabile memoria sonora che ci è utile per non dimenticare. Nella loro ricerca attentissima alle radici, hanno fatto della musica popolare siciliana la loro musica, la loro espressione. In anni di studio e di lavoro sulle fasce mediterranee e non solo hanno costruito un’idea di suono rara e invidiabile

Marco Ranaldi, Left